Nei decreti delegati approvati dal Consiglio dei Ministri, in prima lettura, il 20 gennaio scorso hanno trovato posto ulteriori modifiche al procedimento della SCIA, dopo quelle già previste nella legge 7 agosto 2015, n. 124, già commentate su questo sito.

Per quanto riguarda la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), che ha registrato finora ben sette modifiche in cinque anni degli articoli 19 e 21 della legge n. 241/1990, si è mirato a migliorare le informazioni poste a disposizione di cittadini ed imprese. In primo luogo viene previsto che siano predisposti moduli unificati e standardizzati che definiscano, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici delle istanze, delle segnalazioni e delle comunicazioni.

In secondo luogo si è stabilito che le pubbliche amministrazioni interessate alla tipologia del procedimento pubblichino sul proprio sito istituzionale l’elenco degli stati, qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva, di certificazione o di atto di notorietà, nonché delle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati o delle dichiarazioni dell’agenzia delle imprese, necessari a corredo della segnalazione, indicando le norme che ne prevedono la produzione.

Si è disposto inoltre che sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione sia indicato lo sportello unico al quale presentare le istanze, segnalazioni e comunicazioni, anche in caso di procedimenti connessi di competenza di altre amministrazioni ovvero di diverse articolazioni interne dell’amministrazione ricevente.

Viene anche previsto che nel caso in cui per lo svolgimento di un’attività soggetta a SCIA siano necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, l’interessato presenti un’unica SCIA. Spetterà all’amministrazione che riceve la SCIA trasmetterla alle altre amministrazioni interessate al fine di consentire, per quanto di loro competenza, il controllo sulla sussistenza dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell’attività, almeno cinque giorni prima della scadenza dei termini. In caso di carenza dei requisiti o dei presupposti, ove sia possibile conformare l’attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, l’amministrazione che ha ricevuto la SCIA prescrive le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a 30 giorni per la loro adozione.

Viene inoltre ribadito il principio che la sospensione dell’attività è disposta con atto motivato, con riferimento esclusivamente alla presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per la tutela dell’interesse pubblico in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica, difesa nazionale. Le comunicazioni e le notifiche comprese nella SCIA, in questi casi di concentrazione dei regimi amministrativi, vengono altresì trasmesse alle amministrazioni interessate.

A proposito di queste modifiche che vorrebbero mirare ad introdurre ulteriori semplificazioni del procedimento della SCIA non possiamo esimerci dal segnalare che ancora una volta non si è proceduto alla precisa individuazione delle attività oggetto di SCIA o di mera comunicazione. In secondo luogo, in merito alla predisposizione di moduli unificati e standardizzati, non si può non rilevare che, essendo molti procedimenti regolamentati da normative delle Regioni e dei Comuni, tale unificazione o standardizzazione di livello nazionale sarà di portata alquanto limitata. In terzo luogo non è chiaro il destino degli attuali Sportelli Unici delle Attività Produttive (Suap) istituiti in molti Comuni e il nuovo Sportello di Interlocuzione Unica ( Siu) previsto con questo decreto delegato di riforma della Pubblica Amministrazione. (o.z.)